1779 - La più antica distilleria d'Italia1779

Bortolo Nardini, già esperto nell’arte della distillazione, lascia la natìa Segonzano in Val di Cembra e scende a Bassano per aprire, all’ingresso del famoso ponte sul fiume Brenta, disegnato dal Palladio, la sua distilleria con annessa “Grapperia”. La “Grapperia”, rimasta immutata nel tempo, tanto da far parte dei Locali Storici d’Italia, oggi come nel passato è luogo di incontro per i bassanesi e per tutti coloro che transitano o sostano nel più famoso ponte patriottico d’Italia.

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1860 - Inizia la distillazione a vapore1860

Bortolo Nardini, nipote del fondatore, introduce la distillazione a vapore che sostituisce quella tradizionale a fuoco diretto. Il fuoco sotto alle piccole caldaie riempite di graspe bagnate con l’acqua rende infatti assai difficile regolare le temperature e quindi mantenere un medesimo standard di prodotto. Grazie a questa innovazione il distillato acquisisce così quella costanza di qualità che caratterizzerà la Nardini nel corso degli anni.

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1915-18 - La Grappa riscalda gli animi dei soldati1915-18

La Grande Guerra trova in queste zone il proprio tragico teatro. Ma è proprio la guerra ad accrescere la popolarità della grappa: essa infatti circola con simpatia fra i soldati al fronte, li riscalda durante le lunghe notti in trincea, li aiuta a non perdere la speranza dopo la disfatta di Caporetto. Finita la guerra, l’abitudine al grappino e il suo profumo così intenso e conciliante finiscono per confondersi con la giovinezza, l’amore. Fino a diventare un mito.

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1939-48 - Gli alpini ricostruiscono il Ponte1939-48

Durante la Seconda Guerra Mondiale molte sono le difficoltà per i Nardini, tra cui le frequenti requisizioni del prodotto da parte degli eserciti e la completa distruzione del Ponte ad opera dei Tedeschi in ritirata. Finita la guerra, gli Alpini ricostruiscono il Ponte. E proprio a loro viene intitolato durante l’inaugurazione del 3 ottobre 1948, alla presenza di Alcide De Gasperi che tiene in mano una bottiglia di grappa Nardini quale simbolo benaugurale.

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Anni '50 - La Nardini vede crescere i suoi consumatoriAnni '50

Nel dopoguerra muta l'orientamento al consumo che passa dai liquori dolci ai distillati, e la grappa conquista nuovi mercati, sia in Italia che all'estero, affermandosi come unico tradizionale distillato italiano. I Nardini introducono anche una novità: l'invecchiamento della grappa in botti di rovere, incontrando particolare favore nel mercato.

Anni '50 Anni '50

Anni '60 - La nuova distilleriaAnni '60

Nel 1964 viene inaugurata la nuova distilleria nell'immediata periferia di Bassano e nell'occasione i Nardini introducono una grande innovazione: la distillazione sottovuoto che permette di distillare a bassa temperatura ed ottenere così un prodotto di qualità superiore.

Anni '60 Anni '60

Anni '80-'90 - Una svolta importante nell'automatizzazioneAnni '80-'90

Nel 1981 sorge, vicino alla distilleria, il nuovo centro di trasformazione ed imbottigliamento: una svolta importante che permette all’Azienda di soddisfare le sempre più numerose richieste sia del mercato italiano che estero, grazie ai nuovi impianti automatizzati ed all’avanguardia. Nel 1991 la Nardini acquista e rinnova completamente la distilleria di Monastier di Treviso dove, già da alcuni anni, effettua buona parte della distillazione.

Anni '80-'90 Anni '80-'90

2004 - Un'azienda per l'arte2004

Nasce Bolle, lo spazio eventi e ricerca, opera significativa di architettura contemporanea che la Famiglia Nardini commissiona all’architetto Massimiliano Fuksas per celebrare i 225 anni dalla fondazione dell’Azienda. In questa occasione viene lanciato un nuovo prodotto: la Grappa Riserva invecchiata 15 anni in botti di rovere di Slavonia.

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